Una cavalletta sul van Gogh

Una cavalletta sul van Gogh

La cavalletta vien dalla campagna.

Vincent van Gogh stava dipingendo in un uliveto quando una cavalletta finì sulla sua tela, i colori ancora freschi. Non se ne accorse, o forse non se ne curò, e continuò, creando uno dei suoi paesaggi più belli, dipinti appena fuori le mura dell’ospedale psichiatrico in cui viveva. Il dipinto del 1889, Uliveto, si trova al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, Missouri, e ora è tra le prime immagini ad essere presenti nel nuovo catalogo online del museo, in cui è oggetto di uno studio di 28 pagine.

Opera Uliveto di van Gogh in cui la cavalletta è rimasta itrappolata nel quadro.

Cosa beveva van Gogh in ospedale?

Quando Vincent accettò di trasferirsi nell’ospedale appena fuori Saint-Rémy-de-Provence nel maggio 1889, dopo essersi mutilato l’orecchio, pose due condizioni. Come scrisse suo fratello Theo al direttore dell’istituto, Vincent doveva avere “almeno mezzo litro di vino ai pasti” e “la libertà di dipingere fuori dall’istituto”. Van Gogh scoprì subito gli antichi uliveti sotto le colline di Les Alpilles, e rimase colpito dai loro tronchi nodosi e dalle foglie scintillanti nel sole.

Punto in cui la cavalletta è rimasta intrappolata

Cosa hanno scoperto i restauratori sull’opera Uliveto di van Gogh?

I restauratori del Nelson-Atkins hanno studiato Uliveto, in associazione con il Van Gogh Museum, per preparare una mostra che si terrà ad Amsterdam e Dallas. Otto anni di ricerca hanno reso possibile tracciare come l’artista ha lavorato sul dipinto. Usando un potente microscopio, i restauratori hanno scoperto la testa e una zampa posteriore di una cavalletta sepolte nella pittura, nell’estremità inferiore, a destra del centro. L’insetto è appena visibile ad occhio nudo. La Valle del Rodano è il regno del maestrale, un vento potente che spesso rendeva difficile per Van Gogh dipingere all’aperto. Probabilmente è stato il maestrale a soffiare la cavalletta morta sulla tela, nell’estate in cui Vincent dipingeva attorniato da un gran numero di insetti “che volano nel caldo”. I restauratori del Nelson-Atkins hanno anche trovato del materiale vegetale, che rimane non identificato, intrappolato in un’area di vernice blu.

 

Ingrandimento della cavalletta morta sul quadro di van Gogh

In quante fasi è stato completato il dipinto Uliveto di van Gogh?

Il catalogo rivela che il dipinto è stato completato in due fasi. La maggior parte del lavoro è stato svolto all’esterno, all’inizio di giugno. Vincent ha descritto il suo modo di lavorare in una lettera rivelatrice a Theo: “All’aperto, esposti al vento, al sole, alla curiosità delle persone, si lavora come si può, si riempie la tela a prescindere. Eppure poi si coglie il vero e l’essenziale”. Vincent tornò sulla tela nello spazio chiuso della cella che fungeva anche da studio, ordinando le proprie pennellate e ricreando “le ombre violette sulla sabbia assolata”.

Cosa hanno stabilito gli studiosi sull’opera di van Gogh?

Gli studiosi hanno stabilito che i colori che ora vediamo sono cambiati, come in molti dei dipinti di Van Gogh: il pigmento rosso geranio sotto gli alberi è sbiadito, al punto da renderlo quasi invisibile, trasformando le ombre violacee in pozze di blu.
Era tra gli uliveti – protagonisti di una quindicina di tele realizzate tra il giugno e il dicembre 1889 – e i campi che Van Gogh trovava un significato profondo, perché nel ciclo della natura ravvisava un’analogia con la vita umana. Per Vincent i venerabili alberi di ulivo dimostravano come gli individui, attraverso l’interazione con la natura, sono in grado di connettersi con il divino.

Il dipinto Uliveto sarà esposto nella mostra Van Gogh and the Olive Groves al Dallas Museum of Art (17 ottobre 2021-6 febbraio 2022), e prima ancora, emergenza Covid-19 permettendo, al Van Gogh Museum di Amsterdam (18 giugno-12 settembre 2021).

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