Rosso di Londra

Rosso di Londra

[dfd_heading content_alignment=”text-left” enable_delimiter=”” style=”style_10″ title_font_options=”tag:h1|color:%23c2451f” subtitle_font_options=”tag:h3″]Rosso di Londra
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Che colore assocereste alla città di Londra?
Provo a indovinare.
Il grigio?
Il fumo di Londra?
Esiste un color smog?
Facile ironia a parte, la palette degli altrimenti monotoni colori londinesi è illuminata da lampi rosso vivo.
Nel panorama di Londra spiccano infatti delle vere e proprie icone dello stile British, ovvero la buca delle lettere a forma di colonnina, la cabina del telefono e l’autobus a due piani, tutti accomunati dallo stesso colore, un iconico rosso brillante.

Iniziamo dalla buca delle lettere, uno degli oggetti di design più durevoli sulle strade britanniche. Le prime buche delle lettere risalgono al 1852; prima di quella data chiunque volesse spedire una lettera era costretto ad andare in un ufficio postale. Negli anni seguenti la buca delle lettere si è arricchita di una placca con l’orario di raccolta (TOC – Time of Collection), ed è in questa forma che è giunta fino a noi. Negli anni ’60 si sono susseguiti dei tentativi di modernizzarne il disegno, ma il pubblico li ha bocciati senza pietà.
Come tutte le icone moderne, la buca delle lettere a forma di colonnina ha dovuto subire la sua parte di maltrattamenti (cani desiderosi di segnare il territorio, delinquentelli muniti di fiammiferi o sostanze maleodoranti, eccetera), ed è persino diventata il bersaglio di proteste contro il governo all’epoca delle suffragette. Nel 1912 Emily Davison (che morirà l’anno seguente dopo essersi lasciata investire da uno dei cavalli in corsa all’Epsom Derby per attirare l’attenzione di re Giorgio V) scontò dieci mesi di carcere per aver messo delle bombe incendiarie nelle buche delle lettere.
Nel 1939 l’IRA (Irish Republican Army) si imbarcò nell’impresa – fortunatamente di breve durata – di sabotare l’economia britannica imbucando lettere esplosive a Londra, Birmingham e Manchester.

La buca delle lettere a forma di colonnina.

Queste bombe non mieterono vittime.
Il buon vecchio Red pillar box in ghisa, con le sue profonde fondamenta, è assai resistente.
Nel 1996, quando l’IRA fece esplodere una bomba nel centro di Manchester, gli edifici intorno riportarono considerevoli danni, ma non la buca delle lettere di epoca vittoriana, risalente al 1887.

Se telefondando.

La cabina telefonica rossa è uno dei simboli più identificativi di Londra, di sicuro uno dei più fotografati. Con le sue vetrate in stile vittoriano, il Red telephone kiosk è un’istituzione: nessun turista rinuncia a immortalarla o a farsi fotografare al suo interno.
La prima vera cabina del telefono era chiamata K1 (Kiosk 1) e fu introdotta nel 1920, ma non era rossa e i londinesi non la apprezzarono. Nel 1924 la Royal Fine Arts Commission indisse un concorso riservato a tre architetti selezionati, tra cui Giles Gilbert Scott, famoso per la centrale elettrica di Battersea e per la cattedrale di Liverpool. Scott sottopose il suo progetto della K2, che inizialmente avrebbe dovuto essere in acciaio e di colore grigio-argento, con gli interni color petrolio, ma il Post Office preferì la ghisa e il colore rosso, più facile da individuare in caso di emergenza.
Proprio il colore, troppo squillante, causò delle contestazioni, anche se il vero problema era rappresentato dal peso eccessivo e dal costo elevato delle cabine K2. Nel 1926 a Londra ne furono installate soltanto 1500. Nel 1935 Scott progettò una versione light – e decisamente meno costosa – della K2, detta K6. La cabina K6 fece la sua comparsa ufficiale nel 1936 e fu seguita, tre anni dopo, da una cabina a prova di vandalo.
Negli anni ’80 il Post Office venne privatizzato e la nuova compagnia telefonica, la British Telecom, provò a introdurre cabine dal design più moderno e accattivante in vetro e acciaio, su cui campeggiava il logo in grigio perla.

La cabina telefonica rossa.

La protesta contro la perdita del rosso fu vivace quanto quella che aveva accompagnato la sua introduzione: fa sorridere che la levata di scudi contro il nuovo look sia stata più forte proprio nelle zone che maggiormente avevano osteggiato la comparsa della K6 rossa!
Nell’era degli smartphone, dei tablet e del wi-fi, i telefoni pubblici e le cabine telefoniche stanno trasformandosi in oggetti del passato, inevitabilmente destinati a scomparire, nonostante il loro fascino retrò.
Ma non tutto è perduto: la British Telecom, riconoscendo l’appeal delle cabine telefoniche rosse, ha lanciato il programma ‘Adopt a Kiosk’. Per una piccola somma di denaro, le comunità locali hanno potuto adottare le loro cabine – dopo che la BT ha rimosso l’apparecchio telefonico.
C’è chi ha deciso di tenerle solo per ornamento, piantandoci dei fiori intorno, ma altri le hanno trasformate in luoghi dedicati al book-crossing o in mini gallerie d’arte; addirittura c’è chi vi ha installato un defibrillatore.
Non solo un’icona del design: la K6 è una vera e propria opera d’arte. A Kingston-upon-Thames lo scultore David Mach ha creato una sorta di domino con 12 cabine del telefono, appoggiate l’una all’altra, per realizzare un’opera intitolata Out of Order. Il famosissimo graffiti artist Bansky si è invece divertito a tagliare e saldarne un’altra, come si può vedere nel suo film Exit through the Giftshop.

Cos’hanno in comune una Ferrari e un double-decker?

I famosissimi double-decker, gli autobus a due piani londinesi, sono i più antichi al mondo. Il servizio di autobus fece il suo esordio a Londra nel 1829, nel tratto che unisce Paddington alla City, ed era svolto da carrozze trainate da cavalli; alcuni di questi veicoli si presentavano già nella versione a due piani. Nel 1902 il servizio divenne motorizzato, con l’introduzione dei filobus, sostituiti successivamente dagli avveniristici double-decker.
Nel 1956 fecero la loro comparsa i Routemaster, in onorato servizio per quasi cinquant’anni; oltre al tipico rosso scarlatto, i Routemaster avevano la piattaforma posteriore aperta, per permettere l’entrata libera. Nel 2005 vennero mandati in pensione, poiché ritenuti inadeguati per le persone con disabilità. Restano in funzione due linee dei Routemaster a uso e consumo dei turisti (ma non solo!): la linea 9 che parte dalla Royal Albert Hall e arriva a Aldwych, e la linea 15 che da Trafalgar Square raggiunge Tower Hill.
Oggi, dopo il tentativo di pensionamento anticipato dei Routemaster, gli autobus di nuova generazione, seppur con linee moderne, hanno mantenuto le caratteristiche principali del double-decker, ovvero il colore rosso e i due piani. Gli autobus 2.0 sono stati chiamati Borismaster, in omaggio al sindaco di Londra Boris Johnson, che ne ha voluto conservare i tratti distintivi, tra cui la piattaforma posteriore dalla quale salire e scendere in corsa.

I famosissimi double-decker, gli autobus a due piani londinesi.

I Routemaster restano nel cuore dei londinesi, e identificano un certo gusto British. Quando nel 1967 il London Bridge è stato smantellato e trasferito in Arizona, a Lake Havasu City, l’acquirente ha comprato anche alcuni double-decker per aggiungere un tocco di autenticità al centro commerciale a tema UK fatto costruire nelle vicinanze.
Quando Londra ha raccolto il testimone olimpico da Pechino nel 2008, il sindaco di Londra Johnson, David Beckham e altre celebrities britanniche hanno fatto il loro ingresso nello stadio Nido d’uccello a bordo di un double-decker scoperchiato, che si è prontamente trasformato in palco per l’esibizione di Leona Lewis e Jimmy Page dei Led Zeppelin.

5 Commenti
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    Esperanza Barts
    Pubblicato: 10:37h, 07 Agosto Rispondi

    Bellissimo lavoro,bravo continua cosi!!

    • Antonio De Renzo
      Antonio De Renzo
      Pubblicato: 07:53h, 16 Agosto Rispondi

      Grazie Esperanza, continua a seguirmi. Siete voi lettori che rendete importante questo blog. A presto!

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    Gennaro Cola
    Pubblicato: 15:16h, 15 Novembre Rispondi

    Londra, la mia città preferita!

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    Marco Tassoni
    Pubblicato: 19:52h, 16 Novembre Rispondi

    In qualità di principiante, cerco continuamente articoli che possano aiutarmi. Grazie

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    Artemisia
    Pubblicato: 17:30h, 18 Novembre Rispondi

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