Pino Deodato: l’artigiano dei sentimenti.

Pino Deodato: l’artigiano dei sentimenti.

 

Beata solitudine.

Un senso di beata solitudine ti pervade osservando le opere di Pino Deodato.
Non la solitudine di una stanza buia, con l’aria viziata, quasi soffocante. La solitudine rappresentata da Pino
Deodato è ambientata in una camera le cui pareti sono azzurre e trapuntate di stelle, un abbandono rasserenante,
di quelli che ti riconciliano con te stesso e ti inducono a guardare il cielo dalla finestra della tua stanza, sdraiato
sulle lenzuola fresche di bucato.
Le sue opere emanano una spiritualità commovente, un ascetismo che rivela risposte sempre diverse eppure
sostanzialmente uguali, che ti riappacificano con le tue lacrime e i tuoi dolori, inducendoti a pensare che il passato
fornisce un bagaglio di esperienze e di sentimenti, e non è sempre e solo tempo perso.
Non sono ammesse interferenze nelle sue opere, non ci sono orpelli, e quand’anche ci fossero, questi non
metterebbero in ombra la serena introspezione che i personaggi creati da Pino Deodato inscenano nei loro
ambienti.
Come piccoli attori che si muovono attraverso scenografie, questi personaggi sono abili amanti, perché
apparentemente non fanno niente per guadagnarsi l’attenzione del proprio corteggiatore, ma sono maestri nella
raffinata arte di farsi contemplare. Colui o colei che si accosta a un’opera di Deodato prova un animalesco istinto di
protezione, un impulso quasi irrefrenabile di abbracciare il soggetto delle sue opere, solo per dirgli di non preoccuparsi, per promettergli che sarai sempre accanto lui perché, finché lui sarà accanto a te, sarà al sicuro.
Opera di Pino Deodato, terracotta policroma.
Alla raffinata poetica di Deodato, alle sue sculture in terracotta o alle opere pittoriche la cui materia sembra
dissolversi lasciando spazio a quell’afflato divino di cui pare essere intrisa, possiamo accostarci solo con un
silenzio reverenziale. Impossibile creare un contatto con tanta bellezza con un brusio di fondo o assordati dalla
nostra voce.
I titoli delle opere, come ad esempio Pensatoio, Pensierini, Un mare di idee, Una piccola idea, ci suggeriscono che
una frenetica vita interiore si sviluppa nelle menti di quelle figure create dall’artista.
Come un moderno Diogene, che con la sua lanterna accesa anche di giorno cercava per le strade l’uomo nella
sua più intima natura, Deodato, attraverso la rappresentazione dei suoi personaggi che mangiano stelle o lucciole,
cerca di svelarci la sua concezione di sopravvivenza nel continuo tentativo di nutrirsi con la sapienza e di
dissetarsi con la conoscenza. Perché sia le lucciole che le stelle servono per vedere meglio, per acquisire luce.
Queste fragili e cogitabonde creature, a volte sedute su parallelepipedi o sfere, sospese nel vuoto o trincerate
dietro cataste di libri, perennemente affaccendate in qualche attività, ma senza mai sembrare fisicamente
affaticate, ti costringono a pensare che solo la conoscenza può mettere l’uomo al riparo dalle brutture del mondo
circostante.
Terracotta policroma.
The universe is a blue tree. Terracotta policroma.

Chi è Pino Deodato?

Nato nel 1950, Pino Deodato  vive e lavora a Milano.

Le sue opere sono state esposte in prestigiose gallerie e istituzioni, in Italia e all’estero.

Deodato esprime la sua poetica con la pittura e la scultura. L’artista fa propria la ricerca del dettaglio, che accompagna lo spettatore in un percorso al confine tra sogno e realtà.

Metafore e allegorie. Mosaici di storie e narrazioni. Diari di vita e di esistenze. Quello di Deodato è un viaggio verso l’introspezione e la riflessione più intima.

2 Commenti
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    Camilla D.
    Pubblicato: 14:10h, 15 Novembre Rispondi

    Che bella poetica nelle opere di questo artista.

  • Avatar
    Jerry Mountain
    Pubblicato: 08:06h, 20 Novembre Rispondi

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