Me, myself and I

Ricordo un’immagine sbiadita di uno dei miei primi disegni consegnati alla maestra d’asilo: avevo circa quattro anni e con il mio grembiulino a quadretti azzurro porsi nelle mani dell’insegnante un foglio su cui era rappresentato un vaso pieno di fiori che rifletteva la sua ombra sul piano su cui era adagiato…LEGGI

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Nicola Santini, Marina Ripa di Meana e Marta Marzotto: amicizia ispiratrice.

Nascita di un amore contemporaneo.

Giornalista, scrittore, volto televisivo e, non tutti lo sanno, grande appassionato di arte contemporanea. Nicola Santini, 42 anni e, sorride quando lo dice, collezionista da 30. “Mio padre mi chiese se per il mio dodicesimo compleanno avessi voluto la mountain bike, chiesi una litografia di Renato Guttuso”.

Amico fraterno di quelle che furono le muse di due grandi artisti, ovvero Marta Marzotto e Marina Ripa di Meana, ispiratrici delle opere più famose di Renato Guttuso e Franco Angeli, trascorre la sua infanzia a Pietrasanta, fulcro dell’arte contemporanea. Ancora adolescente inizia a collezionare. È Susanna Orlando a formarlo e istruirlo, allenando un occhio ancora bambino a riconoscere il bello.

Roberta Busato in mostra da Susanna Orlando.

 

Nicola Santini con un opera di Lorenzo Lazzeri.

Marta Marzotto e Marina Ripa di Meana.

Intervista a Nicola Santini.

Nicola, come nasce il tuo amore per l’arte?

Nasce da un rimprovero benevolo. Da piccolo non sapevo assolutamente disegnare. Facevo delle teste giganti e dei sederi enormi, Botero non era ancora di moda. Mia mamma era talmente in imbarazzo quando le presentavo quelli che secondo me erano i suoi ritratti che mi regalò una Polaroid quando ancora andavo all’asilo. Trovai la fotografia più stimolante dei videogame. Forse questo è stato l’inizio di tutto.

La prima galleria d’arte?

Ogni volta che mi trovavo a Forte dei Marmi i miei occhi venivano rapiti da una minuscola galleria, 10 metri quadri appena, dove Susanna Orlando, che poi è diventata una delle mie più care amiche, esponeva piccole opere d’arte su carta. Doppia scintilla: per Renato Guttuso, ma anche per la padrona della galleria, che all’epoca girava con una bicicletta totalmente rivestita di nastri colorati. La mia collezione è iniziata da lì. Dicevo a mio padre di aver bisogno di ripetizioni di inglese e di latino quando invece i miei voti erano altissimi, per pagarmi a rate le cose che compravo in galleria dalla Orlando, che oggi espone a Pietrasanta.

Inconcepibile per un ragazzino di oggi, nell’epoca del 3.0…

Credo lo fosse anche ai miei tempi. Ho sempre avuto amici molto più grandi di me perché questa passione non aveva seguito tra i miei coetanei.

Quanto è stata utile l’amicizia ventennale con Marina Ripa di Meana e Marta Marzotto per la tua formazione?

Fondamentale, direi. Passavo ore e ore perduto tra le stanze delle loro case e i corridoi foderati di opere d’arte. Marta Marzotto mi regalò un Garofano di Renato Guttuso alla prima visita a casa sua. Mi ricordo che uscii di casa con la tachicardia. Marina Ripa di Meana, invece, per il mio matrimonio a vent’anni, mi regalò una stampa originale in bianco e nero da cui Franco Angeli trasse una grande opera a smalto su tela. Questi due pezzi mi hanno seguito in tutti i traslochi che ho fatto nella mia vita. Sono venuti con me a New York quando sono andato a studiare, hanno conosciuto tre case a Camaiore, il paese dei miei genitori, la mia casa di Trieste al mare, e ho perso il conto di quanti traslochi ho fatto a Milano prima di arrivare nella casa dove vivo oggi. E loro sempre con me.

Quali sono gli artisti che invece hai conosciuto grazie a Susanna Orlando?

Susanna mi ha orientato verso artisti contemporanei, facendomeli conoscere attraverso le sue mostre. Non l’ho mai tradita, non ho mai comprato un solo pezzo in un’altra galleria, e così oggi sono felice di avere le pareti tappezzate di opere del grande maestro Pino Deodato insieme ad opere di Lorenzo Lazzeri, Fabio Peloso, Massimo Kaufmann, Giacomo Piussi, Pino Pinelli, Mario Schifano, Tano Festa, della Clà

Sei appassionato anche di scultura?

Il mio compagno di banco del liceo era Filippo Ciavoli Cortelli, oggi divenuto un grande scultore. Il suo doposcuola da ragazzino era lo studio di Igor Mitoraj, e non vi dico altro. Io mi imbucavo. Impossibile non farsi l’occhio. Amo molto anche le opere di Massimiliano Pelletti per la forza materica, Tatiana Brodatch per la carica erotica, le ceramiche di Pino Deodato per la poesia della vita.

Quali sono i nuovi talenti da scoprire?

MBU un artista dall’identità segreta che sto seguendo su Instagram e di cui ho già comprato un pezzo, Alessandro D’aquila, Lele Picá e Iucu hanno un grande talento e stanno facendo un ottimo percorso.

E la fotografia?

Nicola Bertellotti. Fotografa con una poesia da sturm und drang la decadenza di interni d’epoca abbandonati in giro per il mondo.

Quando è scomparsa Marina Ripa di Meana mi sono stati dati da Lucrezia sua figlia e da Andrea Cardella, il figlio adottivo, 15 scatti stampati a mano che la ritraevano, opera di Franco Angeli, Tano Festa, Lucio Fontana e Fiorenzo Niccoli, oltre che un bellissimo scatto di Elisabetta Catalano, pubblicato su Vogue. Una gallery in bianco e nero che sto ancora decidendo come mettere in bella mostra.

Cosa sogni di aggiungere alla tua collezione?

Ultimamente sono ossessionato dalle sculture in terra di Roberta Busato, artista che mi ha fatto conoscere sempre Susanna Orlando. Ma sono mesi che punto anche Luca Pignatelli e Paolo Ceribelli.

Se ti paragonano a Peggy Guggenheim cosa rispondi?

Rispondo ‘magari’, cosa dovrei rispondere?

 

Susanna Orlando nella sua Galleria di Pietrasanta.

Opera di Tatiana Brodatch.

 

Antonio De Renzo

Collezionista d'opere d'arte, di libri e di oggetti di design, ho deciso di creare Artangy, un blog che si occupa in maniera divertente e a volte dissacrante di arte, letteratura, cinema, moda, viaggi e di tutto quello che stimola la mia curiosità, il tutto con un retrogusto Tangy=Piccante.

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