Me, myself and I

Ricordo un’immagine sbiadita di uno dei miei primi disegni consegnati alla maestra d’asilo: avevo circa quattro anni e con il mio grembiulino a quadretti azzurro porsi nelle mani dell’insegnante un foglio su cui era rappresentato un vaso pieno di fiori che rifletteva la sua ombra sul piano su cui era adagiato…LEGGI

Tag recenti

Contatti

info@artangy.com

Tags

Lego e altri giocattoli

Le idee che l’arte ha rubato ai bambini.

Da decenni ormai l’arte contemporanea punta i riflettori su alcuni giocattoli che sono diventati vere e proprie icone della cultura Pop.

La belle Ferronière di Stefano Bolcato. Omaggio a Leonardo da Vinci.

Dagli scaffali dei negozi di giocattoli, bambole Barbie, mattoncini Lego e Playmobil, alimentano l’immaginario di pittori e scultori, diventando, come già accaduto in passato a personaggi in carne e ossa della cultura Pop, soggetti di opere d’arte reinventandoli e reinterpretandoli in chiave ironica. Un’analisi attenta di questo fenomeno è realizzata da Valeria Arnaldi nel libro Lego e altri giocattoli. Le idee che l’arte ha “rubato” ai bambini.

Arte e gioco.

Da sempre il gioco è stato un elemento fondamentale per l’evoluzione psicologica dei bambini che, attraverso di esso, si preparano ad affrontare la vita da adulto.

Brillo di Pierre-Adrien Sollier. Omaggio a Andy Warhol.

Migliaia di studiosi di pedagogia hanno usato fiumi di inchiostro per sostenere che il giocattolo non debba essere più considerato solo come un oggetto di svago, ma come vero e proprio cibo per le piccole menti. Numerosi artisti, soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento, hanno utilizzato i giocattoli come strumento didattico elementare per trasferire messaggi complessi indirizzati agli adulti.

Il giocattolo, con la sua produzione e distribuzione di massa, diventa uno strumento comunicativo riconosciuto anche a livello globale, un nuovo mezzo attraverso il quale sollecitare le coscienze, attingendo a un background culturale comune.

I messaggi proposti con naturalezza grazie al mezzo utilizzato (il giocattolo), vengono accolti senza diffidenza, perché ad una prima lettura percepiti come puri, innocenti e infantili, quindi non pericolosi, permettendo di trasferire concetti più profondi e complessi che altrimenti sarebbe più difficile comunicare.

Il gioco della Pop Art.

Omaggio a Marina Abramovic utilizzando i Little Pony. Opera di Mary Kasurinen.

Sono diverse le opere che meglio rappresentano questo “saccheggio” nella scatola dei giocattoli operato dall’arte contemporanea; un esempio emblematico è quello della Barbie rappresentata da Andy Warhol, dove la bambola è trasformata in un’icona pop, alla stregua delle grandi attrici hollywoodiane. Molto interessante è anche l’esempio delle opere di Nathan Sawaya, noto per le sue opere realizzate con i mattoncini Lego. I giocattoli che più hanno influenzato la cultura occidentale, diventando vere e proprie icone nell’immaginario comune, sono quelli degli anni Sessanta/Settanta/Ottanta; con i loro colori sgargianti e la produzione di massa si sono prestati perfettamente alla creazione di opere d’arte pop, seducendo diverse generazioni di artisti.

I 6 giocattoli più rappresentati nell’arte.

Sono molti i dipinti, le sculture, le fotografie e le installazioni che utilizzano come stumento comunicativo giocattoli come i mattoncini Lego, la Barbie e i Playmobil. Divertenti e ironiche sono le opere che hanno come soggetto i Puffi, gli Orsetti del Cuore, He-Man, i Mini Pony e i videogame in genere.

Andy Warhol con la sua Barbie.

Ecco la lista dei 6 giocattoli più raffigurati nelle opere di arte contemporanea:

1) Lego:
  • Nathan Sawaya;
  • Ai Weiwei e Jan Vormann;
  • Martin Heuwold, in arte MegX;
  • Stefano Bolcato e Udronotto.
2) Barbie:
  • Andy Warhol;
  • Catherine Théry;
  • Francesco De Molfetta;
  • Jocelyne Grivaud;
  • Pool & Marianela;
  • Freya Jobbins;
  • David Parise.
3) Playmobil:
  • Pierre-Adrien Sollier;
  • Mat Kemp;
  • Ivan Madrigal;
  • Nikos Rakka.
4) I Puffi:
  • Paolo Tagliaferro;
  • Mamafaka.
5) My Little Pony:
  • Mari Kasurinen.
6) Dolce Forno:
  •  Max Ferrigno.
7) Care Bears, giochi da tavolo e videogame:
  • Jerkface

Un libro illuminante quello di Valeria Arnaldi, per avvicinarsi all’arte contemporanea in maniera analitica, curiosa e anche un po’ giocosa.

Snack Bar-bie. Francesco De Molfetta.

Antonio De Renzo

Collezionista d'opere d'arte, di libri e di oggetti di design, ho deciso di creare Artangy, un blog che si occupa in maniera divertente e a volte dissacrante di arte, letteratura, cinema, moda, viaggi e di tutto quello che stimola la mia curiosità, il tutto con un retrogusto Tangy=Piccante.

There are 5 comments on this post
  1. Angelica
    Febbraio 11, 2018, 11:53 am

    Gentile Antonio, complimenti per la tua recensione asciutta e a tratti divertente del libro “Lego e latri giocattoli”. Vado subito a comprarmene una copia! Grazie.

    • Febbraio 15, 2018, 4:41 am

      Ciao Angelica,
      grazie per la fiducia!
      Vedrai che sarà un piccolo investimento che ti ripagherà molto! A presto.

  2. Gerry
    Febbraio 11, 2018, 2:51 pm

    Il lavoro di Valeria Arnaldi è sempre puntuale e interessante. I suoi libri sono sempre spunti interessanti di conoscenza e riflessione.

  3. Armando F.
    Febbraio 11, 2018, 3:06 pm

    I giocattoli offrono sempre spunti per l’immaginazione dei grandi e dei più piccoli. Ma in fondo, un artista non è altro che un bambino cresciuto che non ha mai smesso di stupirsi e di sognare.

    • Febbraio 15, 2018, 4:37 am

      Ciao Armando,
      Dalla tua bella frase posso dedurre che tu sia un artista o almeno che tu possegga un animo artistico… teniamoci in contatto su Artangy. A presto.

Leave a reply