Harry Potter e le storie della magia

Harry Potter e le storie della magia

[dfd_heading content_alignment=”text-left” enable_delimiter=”” style=”style_10″ title_font_options=”tag:h1|color:%23c2451f” subtitle_font_options=”tag:h3″]Harry Potter e le storie della magia

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La magica mostra di Harry Potter.

Harry Potter: A History of Magic è il titolo della mostra che ha da poco chiuso i battenti alla British Library, e che è stata l’occasione per celebrare il ventennale dalla pubblicazione del primo libro della saga dedicata al mago più famoso del mondo, ossia Harry Potter e la pietra filosofale.

Il curatore Julian Harrison è partito da una legittima e piuttosto semplice curiosità: quali sono le tradizioni magiche al centro del mondo di Harry Potter?

Dagli amuleti alle mandragole (pare siano imbattibili contro l’emicrania), dagli unicorni (per la serie “Forse non tutti sanno che”: nella mostra è documentata l’esistenza di unicorni con la bellezza di due corni!) ai calderoni, esistono degli illustri precedenti storici e mitologici per i più celebrati oggetti e personaggi della serie di Harry Potter.

 

Catalogo della mostra A history of magic

Cos’era esposto alla mostra Harry Potter: A History of Magic?

E allora entriamo in questo magico mondo affollato di curiosities: papiri greci e bezoar, talismani etiopi e centauri, oroscopi tailandesi e fenici, tazze per divinare il futuro e ossi di drago cinesi. L’osso di drago cinese è in effetti l’oggetto più antico in mostra: su un lato è riportata una profezia di corte, sull’altro troviamo la dettagliatissima descrizione di un’eclissi lunare, con tanto di data (27 dicembre del 1192 a.C.) e…ora (21.48-23.30), minuto più, minuto meno.
La mostra si dipana intorno alle varie discipline studiate alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts: Pozioni (legate a doppio filo all’alchimia), Erbologia, Incantesimi, Astronomia, Divinazione, Difesa contro le Arti oscure e Cura delle Creature magiche. Già dalla sinossi che accompagnava i primi capitoli di Harry Potter e la pietra filosofale appare chiaro che le lezioni a Hogwarts sono una componente fondamentale della saga e soprattutto del fascino senza tempo che questo mondo esercita sul lettore.
Su tutto regna il mirabolante humour britannico: una teca con un gancio dove è appeso un mantello dell’invisibilità – collezione privata, materiale e data di fabbricazione sconosciuti. Se non è magia questa…

Harry Potter in volo.

Come si diventa invisibili?

Siamo tutti maghi. Tutti conosciamo la formula magica. Tutti abbiamo pronunciato le sillabe che compongono la parola Abracadabra, con o senza annesso sventolio di cucchiaio di legno o matita branditi a mo’ di bacchetta nei nostri giochi di bambini.
Ciò che è meno noto è che questa formula, contenuta in un manoscritto di Canterbury risalente al XIII secolo, custodito presso la British Library, era in origine utilizzata per curare la malaria.
Bastava scriverla prima per intero, poi via via eliminando una lettera, sino a creare un triangolo con il vertice in basso; tale amuleto andava poi assicurato al collo del malato con del lino, del corallo o del grasso di leone – facile, no?
E che dire dell’invisibilità, un superpotere che tornerebbe comodissimo in tante situazioni di tutti i giorni?
Ai visitatori della mostra – e naturalmente ai lettori del catalogo – viene mostrata una lunghissima sequenza di parole nonsense tratta da un manoscritto del Seicento, Il libro di re Salomone. La chiave della conoscenza.
Con me e tanti altri non ha funzionato, ma si narra che Gabriel Harvey (professore di retorica a Cambridge e amico del poeta Edmund Spenser) riuscì ad eclissarsi nei suoi ultimi decenni di vita.

 

Interni della mostra.

Miti, leggende e tradizioni in Harry Potter.

J.K. Rowling è riuscita a dare nuova linfa a un mondo di leggende, miti e tradizioni che ci accompagnano, seppur inconsapevolmente, da sempre, e a calare questo universo fantastico nella contemporaneità, in un continuo gioco di rimandi tra realtà e immaginazione.
I sette volumi della saga non racchiudono solo intricate trame, misteri e magie, ma contengono riferimenti a creature della mitologia e del folklore, rielaborazione di fatti storici (prova ne è il proliferare di tesine della maturità dedicate ai parallelismi tra il ritorno di Voldemort al potere e l’ascesa del Nazismo, gli horcrux e Il ritratto di Dorian Gray, la Giratempo e la teoria della relatività) e intuizioni psicologiche.

E se è vero che i miti non sono scienza, essi costituiscono una potente forma di conoscenza.
In mostra anche alcuni prestiti personali della Rowling, la prima bozza della storia, i suoi disegni, alcune lettere, la trama del romanzo L’ordine della fenice, un suo schizzo preliminare sulla Scuola di Hogwarts: tutti tesori cartacei, affinché non ci si dimentichi mai che siamo in una biblioteca.

L’arte di Harry Potter.

Harry Potter. A History of Magic: una mostra magica e anche virtuale.

(I open) at the close…Per chi si fosse perso la mostra Harry Potter. A History of Magic, un’opportunità imperdibile: sul sito Arts & Culture di Google, oppure scaricando la relativa applicazione, è ora possibile visitare online e gratuitamente la magica mostra.

La mostra virtuale è suddivisa in dieci sezioni e il tour è disponibile in sei lingue (no Italian, though!); è presente una sezione interattiva dove i visitatori possono esaminare alcuni manoscritti del calibro del Ripley Scroll, una pergamena lunga circa 6 metri che custodisce la ricetta della pietra filosofale, o manufatti come sfere di cristallo, bacchette e manici di scopa.

Ripley Scroll.

Perché acquistare il libro L’arte di Harry Potter?

Una chicca per appassionati, un’occasione per riassaporare la magia del mondo di Harry, Hermione, Ron & Co.: L’arte di Harry Potter non è un semplice libro, è una Wunderkammer che raccoglie le opere che hanno fatto palpitare di vita l’universo potteriano.
Si tratta di una cronistoria per immagini: uno dopo l’altro ci vengono proposti centinaia di dipinti, bozzetti e illustrazioni tratti dai libri e dai film della saga.
I veri potterheads scopriranno così tutti i segreti del processo creativo che sullo schermo ha dato vita al mondo di Harry, ammirando spesso inedite immagini del castello di Hogwarts e di altri luoghi magici, ritratti di celebri maghi e streghe, oggetti incantati, come i libri della Sezione Proibita della biblioteca della scuola.

Chi è J.K. Rowling?

Scrittrice, sceneggiatrice, produttrice cinematografica, e una delle donne più ricche del Regno Unito: la fama di J(oanne) K(athleen, nome della nonna paterna) Rowling è legata alla serie di romanzi dedicata al mago Harry Potter.
Negli anni dell’infanzia la Rowling conosce numerose persone rese poi immortali nella saga di HP: il carismatico preside delle elementari diventerà Albus Silente; il suo migliore amico, alla guida di una Ford Anglia, sarà fonte di ispirazione per Ron Weasley; il suo professore di biologia, evidentemente non la sua materia preferita, si trasfigurerà in Severus (nomen omen!) Piton.

L’ispirazione per la creazione dell’universo potteriano nasce in treno, e una prima stesura della storia viene redatta sui tavoli di pub e caffè di Edimburgo. Nel 1997 Nigel Newton, direttore di una casa editrice relativamente poco conosciuta, la Bloomsbury, prova a far leggere i primi capitoli del romanzo alla figlia Alice, che entusiasta chiede il seguito.
Harry Potter and the Philosopher’s Stone viene pubblicato, con una tiratura di appena mille copie, dando il via al fenomeno letterario più esplosivo di tutti i tempi. Il resto è storia.

Ritratto di J.K. Rowling.

 

2 Commenti
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    Belinda W.
    Pubblicato: 18:48h, 07 Aprile Rispondi

    Thanks for one’s marvelous posting! I certainly enjoyed reading it,
    you are a great author. I will always bookmark your blog and will come back from now on. I want to encourage you to definitely continue your great posts, have a nice morning!

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    ปั้มไลค์
    Pubblicato: 09:46h, 29 Luglio Rispondi

    Thank you for publishing this awesome article.

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