Me, myself and I

Ricordo un’immagine sbiadita di uno dei miei primi disegni consegnati alla maestra d’asilo: avevo circa quattro anni e con il mio grembiulino a quadretti azzurro porsi nelle mani dell’insegnante un foglio su cui era rappresentato un vaso pieno di fiori che rifletteva la sua ombra sul piano su cui era adagiato…LEGGI

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Le quattro stagioni della nostalgia.

Dior nei miei ricordi

A tutti capita di fare il cambio di stagione degli armadi.
Il mio “cambio” consiste nel buttare tutti quei vestiti e accessori che non mi stanno più, che sono diventati stretti o meglio, quelli per cui io sono diventato troppo largo… oggetti che non trovo più sintonici con il mio attuale stile di vita e con la persona che sono oggi.
Il mio credo in questa fase di vita è quello di liberarmi di tutti quegli oggetti che reputo superflui, che rappresentano un carico sia fisico che emotivo, che occupano spazio e che tolgono aria creando energia stagnante senza farne fluire di nuova.
Potrebbe sembrare una visione della vita un po’ troppo newage, un pizzico filo-zen e un attimo Om meditation, ma non ci voglio pensare, altrimenti anche la mia teoria potrebbe apparirmi vecchia e fuori moda peggio dei vestiti che affollano il mio armadio.

Quando apro il mio “quattro stagioni”, l’idea che pervade il mio cervello è sempre la stessa: se avessi potuto portare in banca il corrispettivo economico speso per acquistare questi abiti, avrei potuto smettere di lavorare a 35 anni e vivere di rendita per il resto della mia vita!
Ma non mi pento di aver fatto quegli acquisti perché ogni vestito, ogni scarpa e ogni cravatta mi ha accompagnato nelle varie avventure della mia vita.

In fondo all’armadio, in un angolo relativamente remoto, ho riesumato una scatola che all’interno conteneva due stivaletti di pelle neri, firmati Dior Homme, acquistati nel 2006 circa, quando Hedi Slimane era ancora un designer della Maison Dior, curando in particolare la linea uomo della griffe.

Quegli stivaletti mi avevano colpito perché hanno una forma particolare che ricorda l’uso delle uose, versione bassa delle ghette, che divennero accessorio dell’eleganza maschile tra la fine del XIX secolo e l’inizio del seguente, quando erano realizzate in pelle morbida, chiuse con bottoncini.

Le uose purtroppo caddero in disuso nel corso degli anni ’30; in fondo mi sono sentito sempre di appartenere a un’epoca lontana dalla mia e quello stile retrò rivisitato mi attrasse fortemente stimolando il mio acquisto.

Stivaletti Dior.

Chi è Christian Dior?

Da sempre il marchio Dior incarna eleganza, innovazione e ingegno.
Il leggendario Christian Dior, fondatore dell’omonima Maison francese, creò la sua iconica casa di moda in un momento in cui il mondo era ancora sotto le sfide della Seconda guerra mondiale ma dove, dopo le ristrettezze imposte dalla guerra, la sua visione della donna femminile e opulenta fu accolta con entusiasmo.
Secondo di cinque figli, Christian Dior nacque il 21 gennaio 1905 in Normandia, da un produttore di fertilizzanti.
La famiglia Dior si trasferì a Parigi.
Nel 1928 la passione per l’arte gli impose di lasciare la scuola e avviare una piccola galleria d’arte che presto dovette chiudere i battenti perché suo padre non potè più sostenere le velleità artistiche di Christian a causa di problemi finanziari conseguenza della Grande Depressione. Dior cercò di far quadrare i conti vendendo i suoi bozzetti al mondo della moda.
Anni dopo, nel 1937, fu assunto dallo stilista Robert Piguet, che gli diede l’opportunità di disegnare per le sue collezioni. Fu grazie a Piguet che Dior imparò le tecniche e i segreti del design.

Ritratto di Christian Dior.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, Dior lasciò Piguet per prestare servizio nell’esercito. Nel 1941 tornò a Parigi e fu assunto dal couturier Lucien Lelong.
Nel 1946 Christian Dior fece il grande salto della sua carriera: sostenuto dal produttore tessile più ricco di Francia, Marcel Boussac, aprì la sua casa di moda.
Spalle arrotondate, vita stretta e gonne ampie divennero il suo marchio di fabbrica. I suoi corpetti in stile bustier conferivano alle donne una forma molto sinuosa grazie al famigerato “vitino di vespa”.
Dopo i successi nella moda femminile, Dior allargò le sue radici nel mondo dell’abbigliamento maschile.
Un fatale infarto condusse lo stilista alla morte il 24 ottobre 1957, mentre era in vacanza nella città di Montecatini; a quel momento la Maison Dior guadagnava più di 20 milioni di dollari l’anno.

Chi è Hedi Slimane?

Nato a Parigi nel 1968 da madre italiana e padre tunisino, Slimane ha imparato l’arte della fotografia prima ancora di raggiungere l’adolescenza e ha iniziato a creare i suoi vestiti all’età di 16 anni.
Noto per aver cambiato la silhouette della moda maschile in super-skinny durante il suo periodo presso Dior Homme, ha addirittura stimolato Karl Lagerfeld a perdere quasi 40 chili in modo che il designer di Chanel potesse indossare i suoi outfit.
Dopo aver studiato storia dell’arte all’Ecole du Louvre, Slimane ha iniziato a lavorare con il consulente di moda Jean-Jacques Picart nel 1992 in una mostra che celebrava il centenario del monogramma iconico di Louis Vuitton.
Slimane è stato direttore del menswear di Yves Saint Laurent nel 1996, prima di essere nominato direttore artistico maschile l’anno successivo. Lo stesso Yves Saint Laurent ha partecipato al suo debutto applaudendo con entusiasmo in prima fila.
Dopo aver presentato la collezione Black Tie per l’autunno/inverno 2000-2001 nel gennaio 2000 – in cui ha introdotto la sua nuova silhouette magra – Slimane ha lasciato YSL per accettare un ruolo al timone della linea maschile di Christian Dior fino al 2007.
Durante la sua permanenza a Dior, Slimane ha mantenuto il suo interesse per la fotografia pubblicando diversi libri.

Ritratto di Hedi Slimane.

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Antonio De Renzo

Collezionista d'opere d'arte, di libri e di oggetti di design, ho deciso di creare Artangy, un blog che si occupa in maniera divertente e a volte dissacrante di arte, letteratura, cinema, moda, viaggi e di tutto quello che stimola la mia curiosità, il tutto con un retrogusto Tangy=Piccante.

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