Me, myself and I

Ricordo un’immagine sbiadita di uno dei miei primi disegni consegnati alla maestra d’asilo: avevo circa quattro anni e con il mio grembiulino a quadretti azzurro porsi nelle mani dell’insegnante un foglio su cui era rappresentato un vaso pieno di fiori che rifletteva la sua ombra sul piano su cui era adagiato…LEGGI

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Tutti i bambini sono artisti. Il problema è rimanerlo da grandi. Pablo Picasso

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Black Mirror

Immagine riflessa di un futuro distopico.

Le vacanze di Natale, quelle di Pasqua o le domeniche scandite dal senso di noia, possono dare degli spunti interessanti a coloro che cercano forti emozioni rimanendo comodamente seduti sul divano.
Dribblando tra reality e programmi televisivi caciaroni che non lasciano più spazio all’immaginazione ma solo a grandi e sonori sbadigli, qualche mese fa sono approdato alla visione di una serie targata Netflix, una delle più famose tv on demand.

Esplorando il suo menù è facile incappare in categorie che non avresti mai immaginato di prendere in considerazione; spesso invece è lo stesso sistema di profilazione all’interno della piattaforma che consiglia, indicando la percentuale di compatibilità della serie rispetto dei gusti dello spettatore, (valutati e acquisiti sulla base delle scelte fatte in precedenza), qual è il programma giusto per ognuno di noi.

Sistema di registrazione dei momenti di vita installato negli occhi di un protagonista.

Droidi, memoria aumentata e cyberterrorismo.

Un amante come me di film e serie televisive di fantascienza, dal contenuto distopico e lievemente apocalittico, è stato facilmente e inevitabilmente condotto alla visione di Black Mirror, una miniserie televisiva britannica.

Scena tratta dall’episodio “Messaggio al primo ministro”.

La serie è divisa in quattro stagioni, ognuna delle quali composta a sua volta da episodi che racchiudono una storia indipendente, il cui filo conduttore è rappresentato dall’effetto negativo che la tecnologia ha sull’uomo.

Black Mirror investiga sul lato oscuro dell’essere umano, creando distopie immaginarie in cui le persone amate si reincarnano sottoforma di droidi, le vite sono registrate da impianti sottocutanei di memoria e le nuove forme di terrorismo sono perpetrate attraverso internet.

L’ossessione per i social in Black Mirror.

La trama di ogni puntata ironizza in modo critico e agghiacciante sullo strabiliante potere che la tecnologia ha sull’uomo, mettendo in relazione le innovazioni tecnologiche di questo prossimo futuro con i gadget già presenti nella nostra società moderna, donando alla serie un inquietante collegamento con il mondo reale.
Secondo la lettura di Charlie Brocker, ideatore e produttore della serie Black Mirror, la tecnologia condiziona fortemente la capacità di ogni individuo di provare vere emozioni, sempre più filtrate attraverso microchip, in un mondo dove le sensazioni vengono pompate da un hardware e scorrono attraverso i fili di silicio invece che attraverso le vene.

Spunti di riflessione.

Il futuro inquietante di Black Mirror.

Il potente messaggio che ritroviamo in ogni coinvolgente episodio affascina lo spettatore e crea in lui uno scomodo coinvolgimento che spinge a riflettere sull’influenza che la tecnologia esercita sulle nostre vite, inducendo a guardare con diffidenza anche il rapporto con il proprio smartphone.

 

Antonio De Renzo

Collezionista d'opere d'arte, di libri e di oggetti di design, ho deciso di creare Artangy, un blog che si occupa in maniera divertente e a volte dissacrante di arte, letteratura, cinema, moda, viaggi e di tutto quello che stimola la mia curiosità, il tutto con un retrogusto Tangy=Piccante.

There are 3 comments on this post
  1. Angelica
    Febbraio 11, 2018, 11:59 am

    Da “1984” di George Orwell del 1949 a “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury del 1953, i romanzi distopici hanno sempre affascinato milioni di lettori. Adesso basta sederci sul divano e gustare la visione di Black Mirror, osservando che il futuro a noi proposto non è così lontano.

  2. Spike
    Febbraio 11, 2018, 3:22 pm

    Black Mirror, una bella scoperta nella piattaforma Netflix. Inquietanti spunti di riflessione.

  3. Dino S.
    Febbraio 11, 2018, 4:01 pm

    Ciao Antonio, grazie per questo articolo! A me ha fatto venire i brividi l’episodio dedicato alla ragazza e alla società ossessionata dai social…così inquietante perché così vera!

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