Arte e scienza. Intervista a Claudio Giorgione.

Arte e scienza. Intervista a Claudio Giorgione.

ll “saper vedere”di Leonardo

Per Leonardo la vista era il senso più nobile dell’uomo perché da sola era in grado di metterlo immediatamente in contatto con il mondo esperibile. Quindi ogni fenomeno osservato diventava oggetto di conoscenza, e “saper vedere” divenne il grande tema dei suoi studi.
 Lo sguardo fiero de La Belle Ferronnière, quello distaccato de La Dama con l’ermellino, quello impudentemente diretto per una donna dell’epoca ma proverbialmente enigmatico di Monna Lisa: tutto ciò che Leonardo da Vinci ha creato nel campo del sapere scientifico e dell’arte è stato frutto del suo modo di osservare, del suo saper vedere.

Particolare del ritratto di dama La Belle Ferronnière o Presunto ritratto di Lucrezia Crivelli

La magnificente perfezione racchiusa negli sguardi conturbanti di quelle Madonne, nel magistrale utilizzo delle proporzioni, delle labbra socchiuse che sembrano quasi in procinto di baciare il proprio bimbo o il proprio amante, scatenano nell’osservatore un misto altalenante di seduzione, sottile erotismo e dolcezza materna, nel continuo tumulto del senso di colpa perché queste sensazioni non dovrebbero avere alloggio nello stesso soggetto. In questi pensieri dove il maschile e il femminile perdono i confini imposti dalla collettività all’uomo con capacità introspettive meno articolate, lo sguardo di Leonardo nei confronti del mondo circostante rimane sempre in primo piano, perché tale magnificenza e perfezione delle forme è anche frutto di conoscenza e consapevolezza; non importa se tale consapevolezza è acquisita dal genio durante delle autopsie eseguite su dei cadaveri.

Uomo Vitruviano

I dipinti di Leonardo sono davvero il frutto delle sue speculazioni scientifiche, dove scienza e pittura si fondono completamente. Gli occhi di quelle donne sono letali come le sue macchine da guerra, le forme elicoidali dei progetti dei suoi veicoli aerei sono attraenti come le curve dei loro corpi. Lo sguardo sfuggente e altero di queste figure è scientificamente voluto in maniera tale che si abbia la sensazione che l’amore che si prova per loro non verrà mai corrisposto. Solo così potranno essere amate in eterno.

Nuove Gallerie Leonardo al Museo della scienza

Leonardo e la sua soprannaturale creatività

La sua soprannaturale creatività ha toccato quasi ogni ambito dell’ingegno umano. Ma è andato anche oltre. Leonardo ha usato il suo superbo intelletto e i suoi prodigiosi poteri di osservazione per studiare la natura e l’evoluzione del pianeta terra, intuendo che se un fossile di una conchiglia si trovava su di una montagna, allora significava che milioni di anni prima in quel posto c’era il mare, anticipando di secoli le moderne teorie scientifiche.

Il Museo della Scienza

Un tempio della cultura dove si celebra con maggiore splendore la grandezza del Genio è il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”. Inaugurato a Milano il 15 febbraio 1953, oggi il Museo, con i suoi 50.000 mq e oltre 530.000 visitatori all’anno, è il più grande museo scientifico e tecnologico in Italia e uno dei quattro principali in Europa. Il Museo si propone di promuovere nel tempo la figura di Leonardo da Vinci come simbolo dell’unione della cultura umanistica e scientifica, trasmettendo alle generazioni presenti e future gli aspetti più rilevanti dell’evoluzione della scienza, della tecnologia e della produzione industriale, favorendo il rapporto diretto tra i cittadini e la comunità scientifica. Ho il piacere e l’onore di intervistare il dott. Claudio Giorgione, Curatore del Museo “Leonardo da Vinci” di Milano.

1) Leonardo da Vinci era un pittore, scultore, architetto, inventore, ingegnere militare e disegnatore rinascimentale. Lei crede che la genialità sia un talento che madre natura dona ai più fortunati o un individuo potrebbe diventare un genio se opportunamente stimolato in tenera età? Qual è l’evento della vita di Leonardo che ha scatenato e stimolato il suo talento?

La capacità di Leonardo di occuparsi di discipline così diverse era a dire il vero comune nel Rinascimento, quando l’unità del sapere e la trasversalità di competenze era propria di Umanisti e Artisti. Le botteghe del Rinascimento erano delle vere e proprie officine dove i ragazzi venivano educati alle diverse arti, per poter poi soddisfare le richieste della committenza. Alla base di tutto stava sempre il disegno, come strumento per indagare la realtà e fissare le proprie idee. Certamente Leonardo aveva un grande talento naturale e una capacità innata di osservare e comprendere la Natura, ma senza dubbio questo talento non avrebbe potuto svilupparsi senza un’educazione e un apprendistato come quello che fece nella Bottega del Verrocchio e successivamente senza la possibilità di leggere i testi della tradizione e confrontarsi coi colleghi. Allo stesso modo anche oggi nessun talento può veramente farsi strada in una carriera professionale senza un’adeguata formazione e una costante relazione con gli altri.

2) Si dice sempre che il petrolio italiano sia rappresentato dalla sua storia, la sua cultura e la sua abbondanza di opere d’arte e bellezze architettoniche. Secondo lei si potrebbe vivere solo di cultura nel nostro paese? Cosa si è fatto di concreto e cosa si dovrebbe ancora fare?

Questa espressione, che purtroppo si sente spesso dire, parte da un presupposto sbagliato: la cultura è innanzitutto un valore identitario di ogni cittadino, esattamente al pari del ruolo che dovrebbe svolgere la scuola. Per cui il suo valore parte innanzitutto dal contribuito che può dare a ogni persona nei termini di consapevolezza, formazione, bellezza e conforto. Va da sé quindi che i Beni Culturali, per la loro natura di essenzialità alla società civile, dovrebbero essere oggetto di investimenti sostanziali e non considerati beni accessori o attività voluttuarie o trofei da esibire, come spesso invece ritengono i politici italiani. Solo partendo da questo presupposto potrebbe esserci un vero cambiamento e di conseguenza, investendo nel modo giusto (a partire dai posti di lavoro nei Musei e nelle Soprintendenze) si avrebbe un naturale guadagno anche economico.

3) Da diversi anni molti marchi della moda e dell’industria subiscono il fascino dei musei, utilizzandoli come ambientazione per i loro eventi. Pensa che questo fenomeno che sicuramente rappresenta una preziosa fonte di guadagno per i musei, ne svilisca l’importanza e la sacralità?

La presenza di eventi di aziende o di case di moda nei Musei sembra un fatto abbastanza recente ma in realtà, ad esempio a Milano, si sono tenuti eventi nel nostro Museo, ma anche nella Pinacoteca di Brera, fin dagli anni ’50. In questo furono lungimiranti le direzioni rispettive di Guido Ucelli e Fernanda Wittgens. Da esperienze di eventi tenuti nei Musei possono nascere occasioni di partnership e collaborazioni durature con le Aziende. Nessuno svilimento, dunque, ma anzi un’opportunità: l’importante è poterli gestire nel modo migliore, senza rischio per le opere esposte e senza troppi disservizi per i visitatori.

Chi è Claudio Giorgione?

 

Foto di Claudio Giorgione, curatore del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.

Nato nel 1973, Claudio Giorgione si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in Storia dell’Arte dedicata ad alcuni cicli di affreschi di Bernardino Luini.
 Lavora al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” come Curatore Senior del Dipartimento Leonardo, Arte e Scienza e come Coordinatore dei progetti di conservazione e restauro.
Ha curato la mostra “Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza” che si è tenuta a Roma presso le Scuderie del Quirinale dal 13 marzo al 30 giugno 2019. Per la stessa mostra ha curato anche il catalogo.
È autore dei volumi “Le Gallerie Leonardo da Vinci”, Antiga Edizioni, 2019 e “Leonardo da Vinci. La collezione dei modelli”, 2009, e ha co-curato i volumi “Leonardo da Vinci. La costruzione del mito”, Editrice Bibliografica, 2019 e “Leonard de Vinci. La nature e l’invention”, Editions de la Martinière, 2012.
Tra i principali saggi scritti, “A humanistic debate in Renaissance Milan surrounding the tiburio of the Duomo, from Filarete to Bramante and Leonardo da Vinci” in “Leonardo da Vinci, nature and architecture”, Brill 2019; “Leonardo da Vinci e il sogno del volo” per il catalogo della mostra “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro”, svoltasi ai Musei Reali di Torino nel 2019; “Ricostruire la storia della collezione CNR” per il volume “I primati della scienza”, Hoepli, 2018; “Leonardo e il disegno di macchine” per il catalogo della mostra “Leonardo da Vinci. 1452-1519. Il disegno del mondo” svoltasi al Palazzo Reale di Milano, 2015; “Leonardo, la Fabbrica e il Tiburio” per il volume “Leonardo da Vinci e il cantiere del Duomo di Milano”, Silvana Editoriale, 2012. www.museoscienza.org

 

 

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