Me, myself and I

Ricordo un’immagine sbiadita di uno dei miei primi disegni consegnati alla maestra d’asilo: avevo circa quattro anni e con il mio grembiulino a quadretti azzurro porsi nelle mani dell’insegnante un foglio su cui era rappresentato un vaso pieno di fiori che rifletteva la sua ombra sul piano su cui era adagiato…LEGGI

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Tutti i bambini sono artisti. Il problema è rimanerlo da grandi. Pablo Picasso

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Antonio De Renzo, artigiano delle emozioni.

Corpi di uomini e donne, volti celati maldestramente da veli, come fossero lenzuola di un letto disfatto dopo un incontro di due amanti o dopo una notte tormentata da sogni che non donano pace o ristoro. Sono questi i personaggi protagonisti delle opere di Antonio De Renzo, sculture da appendere a parete, quadri tridimensionali che sembrano prendere movimento per volersi staccare dalla loro dimensione per entrare in quella dello spettatore.

Chi è l’artista Antonio De Renzo?

Per favore precisiamo, non mi sento un artista ma un artigiano. L’artigiano dei miei sentimenti e delle mie emozioni.

Blue Venus.

Che differenza c’è tra l’artista e l’artigiano?

Fiumi di libri, trattati e parole sono stati versati per descrivere la differenza tra queste due figure, quella dell’artigiano e dell’artista. La differenza secondo me, condivisa anche da altri, è una sola: l’arte va contemplata, l’artigianato va utilizzato, avendo un fine più pratico.

Aphrodite in Bronze Blue.

Qual è il fine pratico dei tuoi lavori?

Quando entriamo in un museo o in una galleria d’arte giustamente ci viene concesso solo di guardare e non toccare. I miei lavori sono, usando una frase inglese, “Made to touch” ovvero nascono per essere toccati e maneggiati, uscendo dal timore reverenziale che si ha di solito verso un’opera d’arte. La cosa che più mi diverte quando vedo un mio lavoro in casa di un mio amico collezionista o in una hall di un albergo è notare che la gente muore dalla voglia di toccarlo per capire la consistenza dei materiali…vogliono capire se quello che stanno toccando sia vetro, ceramica, metallo o plexiglas… Quando finisco di chattare o scrivere una mail a dei miei amici stranieri la frase più ricorrente è appunto “keep in touch”. Voglio che la gente rimanga sempre in contatto con i miei lavori vivendo con essi un’esperienza multisensoriale

I’ve got you, under my skin.

Come si può avere un’esperienza multisensoriale con un lavoro artistico?

Ovviamente il primo ruolo lo occupa il senso della vista ma, come già accennato, amo mettere in gioco anche il tatto facendo toccare le opere, o l’udito, stimolato dal lieve fruscio che le mani provocano scivolando sulla materia e ancora l’olfatto, annusando l’odore che i materiali lasciano per anni dietro di sé. Per il gusto mi sto attrezzando ma non voglio svelare tutto…

Maternity in Golden Rose.

Non sei geloso dei tuoi lavori, che qualcuno toccandoli possa rovinarli?

Sono geloso dei miei lavori in fase di creazione, come un padre che protegge i suoi figli quando sono ancora piccoli e indifesi. Una volta terminati, sono soggetti indipendenti che diventano parte del mondo.

Maternity in Silver Blue.

Quando hai iniziato a creare i tuoi lavori?

A me sembra di farlo da sempre. Ho lavorato nel mondo dell’arte per diversi anni come direttore di una Galleria, collaborando all’allestimento di mostre di artisti di fama nazionale ed internazionale, e anche quando la professione mi ha allontanato da questo mondo l’ho sempre ricercato attraverso la visita di mostre e musei. Qualche anno fa ho esposto i miei lavori in alcune mostre, ma gli impegni professionali mi hanno spesso portato a distogliere l’attenzione da questa mia grande passione

Medusa.

Perché hai ripreso a creare?

Perché soffocare una forte passione è come quando da bambino andavo al mare e volevo far affondare nell’acqua un pallone ma, quanto più cercavo di spingere, più questo risaliva prepotentemente a galla. Da adolescente quando facevo un’assenza a scuola “non giustificata”, spesso andavo a visitare una mostra d’arte…ricordo una sera che salii su un autobus con la mia migliore amica e viaggiai di notte “solo” per andare a vedere una mostra di El Greco.

Mother Nature.

Chi sono i personaggi presenti nei tuoi lavori?

I soggetti che popolano i miei oggetti scultorei sono amanti, uomini che hanno appena finito di fare l’amore, donne in dolce attesa, volti di moderni narcisi intrappolati dalla chimera di un’effimera popolarità. Sono uomini e donne che vorrei essere e che non sono e non sarò mai, oppure personaggi che detesto e che non vorrei mai diventare. Con i miei lavori interpreto dei ruoli come un attore fa con i personaggi che rappresenta

Profane Love.

Da dove prendi ispirazione per i tuoi lavori?

Per un italiano, prendere ispirazione per la propria creatività è molto semplice…nasciamo immersi nel patrimonio artistico che ci hanno lasciato i nostri avi e cresciamo tra la bellezza che spesso diamo per scontata… Sono tantissimi gli artisti che amo, ma posso dire che spesso l’ispirazione mi viene soprattutto dalla natura, dal mondo circostante, dalla mia vicina di casa…

Narcissus.

Quali materiali usi?

Uso plexiglas, poliuretano, vernici, ossidi e materiali di recupero. Sono convinto che per l’uomo moderno i materiali plastici siano il nuovo marmo o le nuove leghe metalliche, perché estremamente duttili e resistenti alle aggressioni del tempo. Infatti il paradosso dei nostri giorni è che abbiamo utilizzato uno dei materiali più resistenti al mondo, la plastica, per oggetti usa e getta.

The Words I Never Told You.

Qual è il tuo sogno?

Organizzare una mostra per i non vedenti.

Sacred Love.

Antonio De Renzo

Collezionista d'opere d'arte, di libri e di oggetti di design, ho deciso di creare Artangy, un blog che si occupa in maniera divertente e a volte dissacrante di arte, letteratura, cinema, moda, viaggi e di tutto quello che stimola la mia curiosità, il tutto con un retrogusto Tangy=Piccante.

There are 2 comments on this post
  1. Enrico Barbieri
    Settembre 18, 2019, 3:59 pm

    Che bravo! Le due opere esprimono una poetica molto intensa. Anche leggere i tuoi articoli mi ha fascina sempre molto.

    • Settembre 18, 2019, 4:07 pm

      Grazie mille Enrico. Continua a seguirmi! A presto, Antonio.

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