Me, myself and I

Ricordo un’immagine sbiadita di uno dei miei primi disegni consegnati alla maestra d’asilo: avevo circa quattro anni e con il mio grembiulino a quadretti azzurro porsi nelle mani dell’insegnante un foglio su cui era rappresentato un vaso pieno di fiori che rifletteva la sua ombra sul piano su cui era adagiato…LEGGI

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Blogger, curioso della produzione dell'ingegno umano.

Antonio De Renzo

 

Ricordo un’immagine sbiadita di uno dei miei primi disegni consegnati alla maestra d’asilo: avevo circa quattro anni e con il mio grembiulino a quadretti azzurro porsi nelle mani dell’insegnante un foglio su cui era rappresentato un vaso pieno di fiori che rifletteva la sua ombra sul piano su cui era adagiato. Quel disegno, a mio avviso non particolarmente bello, destò non poco interesse misto a eccitazione in tutto il corpo docente della scuola materna: come aveva fatto un bimbo così piccolo a partorire il concetto di ombra sul disegno?
La maestra Antonietta, che in quell’occasione si senti al pari di Maria Montessori con un pizzico di Rita Levi Montalcini e una scintilla di Margherita Hack continuava a dire che i bimbi, con gli stimoli giusti, erano in grado di fare cose incredibili!
Questa esperienza, oltre ad aumentare l’ego della mia insegnante, contribuì a rafforzare la consapevolezza di essere un bimbo creativo.

Continuarono le scuole elementari e medie e, forte di questa manualità continuavo a vincere premi di poesia e di disegno. Addirittura in quinta elementare a un concorso dedicato ai cavalli, ne avevo disegnato uno imbizzarrito in un bosco pieno di alberi… Fu selezionato e come premio vinsi un libro dedicato alla vita dei cavalli…e alle loro malattie.

Ricordo ancora con disgusto la sezione dedicata agli escrementi con le loro 50 sfumature di colore e consistenza…

Tutto questo racconto solo per dire che, a dispetto del mio corso universitario in Marketing e comunicazione dove ho cercato incessantemente di riportare la mia vita alla concretezza degli studi scientifici, la vita mi ha sempre condotto a fare scelte direzionate verso l’arte. Ho fatto nella mia “quasi” giovane età diversi lavori, sono stato direttore di una galleria d’arte contemporanea,  mi sono occupato di tubi d’acciaio e di rame, ho venduto e collezionato opere d’arte, ho organizzato e allestito mostre prestigiose e tutto questo mi ha condotto ad avere una sola certezza: mi sento vivo solo quando sono di fronte a un bel quadro, una scultura, un buon libro, perchè a dispetto di un certo modo pessimistico di pensare che spesso qualcuno vuole inculcare prepotentemente nelle nostre menti, l’essere umano con il suo ingegno è il frutto più prodigioso del creato.

 

Antonio De Renzo